30 Mar
Quando, qualche anno fa, gli esperti hanno iniziato a parlare in modo più organico del social networking etichettandolo come “2.0“, i più accorti hanno abbozzato una previsione che appariva come futuristica, vale a dire la nascita del cosiddetto “3.0“, una entità tecnologico-comunicativa associata al geomarketing.
I dati georeferenziati finalizzati a operazioni di business, effettivamente, stanno assumendo nell’ultimo periodo un’importanza notevole al fine di rendere più efficienti le attività di comunicazione, vendita, distribuzione e customer satisfaction da parte dei player di mercato più all’avanguardia. Tecnicamente ciò è possibile attraverso dei sistemi gestionali chiamati GIS (Geographical Information System), capaci di incrociare e far interagire tra loro informazioni geospaziali con pacchetti di dati alfanumerici, ottenendo in un’unica entità codificabile grafici, statistiche, foto e files multimediali legati a entità territoriali specifiche, favorendo la possibilità da parte delle aziende di scansionare le aree in questione per individuarne le peculiarità in termini di mercato.
Fino a qualche anno fa i soggetti di riferimento in questo campo nel nostro Paese erano l’Ufficio del Catasto e l’Istituto Geografico Militare, mentre in seguito allo sviluppo della Rete e delle tecnologie satellitari si sono moltiplicati i centri informativi in grado di operare in regime di concorrenza, riducendo i costi delle imprese che investono nel settore. Tra questi vanno ricordati molti protagonisti dell’IT che operano (anche) in Italia, come IBM, Accenture, GESP, Nielsen Italia e Value Lab.
Uno dei dati incontrovertibili, almeno finora, è che in Italia non si è formata una domanda paragonabile a quella degli altri sistemi-paese altamente sviluppati, e ciò è senz’altro dovuto a un deficit generale di risorse destinate alla ricerca e all’innovazione. Tale fattore è naturalmente interpretabile come un ritardo, ma – perché no? – anche come una grande opportunità per i soggetti (o anche microsoggetti) virtuosi interessati a sviluppare piattaforme e tools in grado di soddisfare le esigenze dell’universo corporate e di quello consumer.
Del resto molti devices (su tutti l’i-Phone Apple, per intenderci) sono ben lontani dal livello di saturazione per quel che riguarda l’offerta di applicativi georeferenziati destinati ai loro utenti più “smart”. Inoltre, a differenza di qualche anno fa, bisogna tener conto che gli investimenti sui software da parte di chi vuole candidarsi a diventare produttore di contenuti e programmi si sono pressoché azzerati, considerando l’exploit di risorse open source più che affidabili.
Fonti:
23 Mar
Qualche giorno fa Phil McKinney, responsabile dello sviluppo tecnologico per il colosso HP, ha avuto modo di presentare nell’ambito di una kermesse un prototipo di display… arrotolabile.
L’idea di investire risorse su un monitor completamente privo di rigidità è senz’altro seducente, anche se non nuovissima, tanto che la stessa HP, insieme a un team di ricercatori dell’Arizona State University, qualche tempo fa aveva annunciato la nascita della tecnologia SAIL, basata sull’utilizzo di materiale plastico lavorato al fine di ottenere una sottile pellicola di transistor.
Prima di immaginare presentazioni futuristiche di dati e grafici ai propri clienti, magari tirando fuori dalla tasca una sorta di foglio di giornale “animato”, è bene sottolineare che la vera innovazione apportata dal prototipo HP è per ora relativa soltanto ai ridotti ingombri e ai limitati consumi energetici. Questa tecnologia permette infatti di concentrare i consumi ai momenti in cui l’informazione mostrata a schermo viene “refreshata”, promettendo inoltre di alleggerire sensibilmente i devices portatili a cui verrebbe connessa.
Infine, con un occhio alla green economy, la casa produttrice dichiara che per costruire il Flexible Display sarebbe necessario solo il 10% dei materiali impiegati per produrre gli LCD a cui siamo attualmente abituati. Un’austerità doppiamente conveniente, dato che l’invenzione, se ingegnerizzata definitivamente, entro un triennio potrebbe muovere un giro d’affari pari a quasi 3 miliardi di dollari.
Per approfondire:
Click blog
Gadgetblog
Hardware upgrade
15 Mar
Il 24 e 25 marzo alla Nuova Fiera di Roma sbarcherà lo Smau Business 2010, un roadshow che si propone di funzionare come raccordo tra le specificità del tessuto produttivo capitolino e i player di mercato nazionali e internazionali afferenti al settore ICT.
Sono previsti, oltre agli spazi espositivi in cui avranno la possibilità di essere notati tanto i leader di settore quanto i fornitori locali di soluzioni informatiche, vari workshop finalizzati a descrivere lo stato dell’arte nell’ambito dei sistemi di storage, della stampa digitale, della virtualizzazione e delocalizzazione dei sistemi di gestione, della sicurezza, del document management, del networking… Più in generale, si evidenzieranno tutte le nuove opportunità di connessione tra tecnologie e business al fine di produrre innovazione.
Quest’anno, inoltre, lo SMAU Business ospiterà la prima edizione del Premio Innovazione ICT Roma, in cui saranno illustrate le case histories relative ai migliori esempi di adozione di tecnologie digitali nel Centro Italia; parallelamente sarà allestita una Arena Marketing Trends per scoprire le ultime novità sul social networking finalizzato al business (sotto i riflettori ci saranno tools come Twitter, Facebook, Google Adwords e soluzioni per l’advertising online).
Per finire, gli Osservatori del Politecnico di Milano sveleranno alcuni esempi concreti volti a implementare e aggiornare la fatturazione elettronica, dando vita a un vero e proprio laboratorio.
Tra i partner di questa edizione figurano IBM, Google, Fastweb, Cisco, Adobe, Intesa San Paolo, Microsoft, Oracle e Vodafone, che metteranno a disposizione dei visitatori le riflessioni dei propri manager.
Fonti:
SMAU Business ‘10
Marianna Quatraro su Businessonline
9 Mar
Il cloud computing (utilizzo in remoto di risorse informatiche hardware o software) è un settore che negli ultimi anni ha conosciuto una notevole iniezione di investimenti, tanto sul versante business quanto su quello consumer, grazie soprattutto allo sviluppo di impianti e dispositivi che hanno facilitato lo scambio di pacchetti-dati a distanza, abbattendo i “disturbi” della comunicazione tra macchine.
Molte aziende ICT continuano a puntare su queste tecnologie, e recentemente anche il colosso Microsoft ha svelato la propria posizione in merito. In particolare, in una presentazione tenuta al Brookings Institution (Università di Washington), il CEO Steve Ballmer ha illustrato i cinque nodi nevralgici su cui l’azienda con sede a Redmond intende costruire le proprie strategie nei prossimi anni.
1) Etica. La questioni connesse alla privacy e alla sicurezza saranno centrali per lo sviluppo dei prossimi progetti;
2) Interazione. Gli utenti stanno guadagnando un’autonomia inedita nell’uso di devices e software finalizzati alla navigazione e alla ricerca;
3) Social. I consumer finali sono un target che peserà molto, più che in passato;
4) Intelligenza. I prossimi cloud computer saranno in grado di profilare al meglio i soggetti che ne usufruiscono;
5) Potenza. I server che ospitano dati degli utenti saranno potenziati per garantire una centralizzazione efficientata per la gestione delle risorse.
L’ultima, storica dichiarazione di intenti di portata epocale lanciata Microsoft risale al 1995. In quell’occasione l’azienda co-fondata da Bill Gates svelò al mondo che avrebbe puntato su internet. Negli ultimi tre lustri abbiamo visto cos’è successo…
Fonti:
2 Mar
Vi ricordiamo che Soft Strategy, insieme ad Anteprimadue, in quanto partner del Master IED in Gestione Strategica del Brand, assegnerà una borsa di studio parziale ad uno degli iscritti al master.
Oltre a questo, la nostra azienda si è impagnata a valutare i profili degli iscritti al fine di offrire a quelli più meritevoli la possibilità di sostenere uno stage al proprio interno.
Per ulteriori informazioni potete inviare una e-mail a master@roma.ied.it o compilare il form sul sito di riferimento
4 Feb
IED Roma – OPEN FOR MASTER
Incontro tra Formazione e Lavoro.
A Roma un incontro in cui aziende e professionisti fanno luce sulle nuove opportunità formative e lavorative.
Sabato 13 Febbraio 2010, dalle ore 10.00 alle ore 15.00, presso l’Istituto Europeo di Design, via Alcamo 11, Roma. Ingresso libero con brunch.
Il 13 Febbraio a Roma, presso lo IED, si svolgerà un Open Day incentrato sulla presentazione dei Corsi di Alta Formazione e Master dell’Istituto.
Sarà un’occasione di incontro tra i potenziali corsisti e l’intera realtà dello IED che va dallo staff, ai docenti, ma soprattutto alle numerose aziende partner che collaborano in svariati modi alla formazione professionale degli studenti.
Durante il meeting verranno fornite informazioni sull’ottenimento di borse di studio a totale o parziale copertura dei costi. All’interno della corposa offerta verrà anche presentato il Master IED in Gestione Strategica del Brand, sponsorizzato anche da Soft Strategy.
Gli ospiti saranno numerosi e inoltre verrà offerto il brunch a tutti i partecipanti.
La registrazione all’evento è gratuita. Vi aspettiamo!
Per ulteriori informazioni:
www.ied.it
master@roma.ied.it
Ufficio Master IED 06/7024025
1 Feb
Soft Strategy è lieta di annunciare la sua partnership con il Master IED in Gestione Strategica del Brand:
All’interno dell’offerta didattica del Master è presente una sezione interamente dedicata a un tema a noi molto caro: la Governance dei processi ed è per questo che troverete dietro la cattedra i due dirigenti di SoftStrategy – Roberto Provenzano e Fabio Storri – insieme a due dei nostri più validi collaboratori.
Qualora foste interessati, vi ricordiamo che il Master inizierà ad Aprile 2010 ed è a numero chiuso.
Sono previste agevolazioni e borse di studio e, inoltre, Soft Strategy e gli altri partner si impegneranno a valutare i profili degli studenti più meritevoli offrendo loro una esperienza di stage nelle rispettive strutture.
Per ulteriori informazioni potete inviare una e-mail a master@roma.ied.it o compilare il form sul sito di riferimento.
Ecco qualche notizia sul Master IED in GSB:
Obiettivo del Master IED in Gestione Strategica del Brand è creare professionisti, titolari d’azienda, responsabili o addetti al marketing e alla comunicazione consapevoli del ruolo primario che una buona veicolazione del brand ha per il successo di un business.
Il percorso di formazione vuole fornire gli strumenti e trasmettere le tecniche necessari affinché tali figure possano contribuire sensibilmente a una corretta brand analysis, alla pianificazione e alla gestione di ogni tipo di strategia di marketing, comunicazione e governance dei processi, nonché curare l’intermediazione con le figure più “operative” di questi settori, comprendendone, valutandone e coadiuvandone l’azione.
Oltre all’ampia offerta formativa e all’approccio didattico “pratico” e “operativo” un ulteriore punto di forza del Master IED in Gestione Strategica del Brand è rappresentato dalle numerose professionalità coinvolte: docenti universitari di marketing, sociologia, comunicazione; professionisti di settore (Art director, copywriter, graphic designer, sceneggiatori, produttori, illustratori) ed esperti di SEO, Web analytics, Governance dei processi e programmazione.
Potete scoprire tutti i nomi dei docenti coinvolti del Master in Gestione Strategica del Brand nella pagina dedicata.
A laureati e neolaureati (corso triennale o magistrale) preferibilmente in Scienze della Comunicazione, Economia, Ingegneria gestionale, Psicologia del Marketing; professionisti ma anche a titolari di micro-imprese e PMI; responsabili o addetti al marketing, alla comunicazione, alle pubbliche relazioni o alle vendite.
Il Master in Gestione Strategica del Brand è ideato e curato da IED – Istituto Europeo di Design con il coordinamento di Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci, Brand Care consultant di Queimada – Brand Care.
4 Mag
Cos’è Sosius?
Sosius è una suite web based in grado di espletare tutte le funzioni di una piattaforma di tipo “office”.
Con Sosius è possibile gestire progetti comuni, team e flussi di lavoro complessi. Con la semplice (e gratuita) apertura di un account si avrà accesso quindi a diverse tipologie di programmi e applicazioni che vanno dal document sharing all’instant messaging.
Un esempio: documenti condivisi
Dopo aver creato un account potrete, ad esempio, scrivere un documento di testo (relazione, grafico ecc.) e, attraverso il semplice sistema dei “permessi”, decidere chi tra i vostri collaboratori avrà accesso al documento e visualizzare le eventuali modifiche.

Organizzazione: calendar e to do list
La piattaforma Sosius permette di integrare Calendar, to do list e agende in modo da avere sempre a disposizione avanzate timeline per la gestione dei lavori e degli appuntamenti. É possibile, inoltre, sincronizzare le agende di Sosius con altri servizi (Outlook, iCal, Google Calendar solo per citare i più conosciuti) e dispositivi mobile.
Tipologie di documenti
È possibile creare documenti di tipo word, excel, ecc. oppure, molto più semplicemente, procedere con l’upload di documenti esistenti dal proprio computer.
Tutto l’ufficio con Sosius: share knowdledge
Attraverso un account Sosius (del tutto gratuito) è possibile dunque creare/uploadare documenti di ogni tipo e, soprattutto, condividerli con altri utenti.
Ad aumentare la possibilità di condivisione ella conoscenza Sosius aggiunge, tra i suoi servizi, anche instant messaging e chat oltre alla possibilità di aumentare lo spazio a disposizione e implementare ulteriormente i servizi attraverso la stipulazione di account di tipo pro:
Fractal Map
Sosius fornisce ora anche la possibilità di visualizzare mappe di gruppi di lavoro in maniera avanzata rendendole navigabili come è possibile vedere dal seguente video:
Risorse:
Sosius
The Sosius Blog
Create your free account here
28 Apr
Oggi vi presentiamo una piccola applicazione gratuita (di appena 6 mb) per il desktop del vostro computer.
Desktop earth 2.1
È un wallpaper dinamico che visualizzerà tutto il globo terrestre sul vostro monitor. La caratteristica principale (e più affascinante) è senz’altro la possibilità di aggiornamento in tempo reale (o quasi visto che il refresh può essere impostato automaticamente da 5 minuti a 1 ora).
Con Desktop Earth 2.1 avrete insomma la possibilità di visualizzare la Terra così come appare dallo spazio. Nelle zone non illuminate dal sole potete vedere splendere le illuminazioni..

Accedendo alla schermata di configurazione del programma (cliccando sull’icona a forma di mappamondo che vedrete visualizzata in basso a destra del vostro monitor, proprio accanto all’orologio)

sarà possibile configurare anche lo scorrere dei mesi, delle stagioni e con esso l’innevarsi delle vette montuose e il diverso colore delle foglie.

Download di Desktp Earth
è possibile effettuare il download gratuito dell’applicazione dal sito: codefromthe70s.org.
Unico elemento negativo
Desktop Earth 2.1 è, per ora, solo per pc.
Le immagini provengono da codefromthe70s.org
21 Apr
“Il Web 2.0 è la naturale evoluzione del Web.
L’Enterprise 2.0 è la naturale evoluzione dell’impresa.”
(Andrea Pesoli, School of Management Politecnico di Milano)
Come dovrebbe essere un’azienda 2.0? Che strumenti dovrebbe padroneggiare e che filosofia dovrebbe sostenere? Se lo chiede Andrea Pesoli (School of Management Politecnico, Milano) in questa recente presentazione del 12 Marzo 2009.
Mutuando dalla presentazione la definizione di quello che ormai viene definito come Enterprise 2.0:
“Il termine Enterprise 2.0 descrive un insieme di approcci organizzativi e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione emergente, la condivisione della conoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali interne ed esterne all’organizzazione. (Wikipedia, 2007)”
Nella pagina del profilo di Andrea Pesoli è possibile visualizzare altre due interessanti presentazioni: