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		<title>Tecnologia SLCD per gli smartphone della HTC Corporation</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 15:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo bernabei</dc:creator>
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Continua la corsa dei produttori di smartphone verso una maggiore nitidezza dell&#8217;immagine, con il fine di rendere l&#8217;uso dei devices un&#8217;esperienza sempre più piacevole e coinvolgente.
Se qualche tempo fa avevamo accennato al possibile impiego di display arrotolabili per costruire i supporti nei prossimi anni e del display da 5 milioni di pixel dell&#8217;iPhone 4G,  in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><a href="http://www.soft-strategy.com/wp-content/uploads/2010/07/htc_desire.jpg"></a></h3>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-384" title="htc_desire" src="http://www.soft-strategy.com/wp-content/uploads/2010/07/htc_desire-300x127.jpg" alt="htc desire" width="300" height="127" /></p>
<h3>Continua la corsa dei produttori di smartphone verso una maggiore nitidezza dell&#8217;immagine, con il fine di rendere l&#8217;uso dei devices un&#8217;esperienza sempre più piacevole e coinvolgente.</h3>
<p>Se qualche tempo fa avevamo accennato al possibile impiego di <a href="http://www.soft-strategy.com/2010/03/23/172/">display arrotolabili</a> per costruire i supporti nei prossimi anni e del <a href="http://www.soft-strategy.com/2010/06/08/finalmente-liphone-4g-per-divertimento-ma-anche-per-lavoro/">display da 5 milioni di pixel dell&#8217;iPhone 4G</a>,  in questo caso parliamo delle<strong> strategie della HTC Corporation</strong>, la quale in questi giorni annuncia che alcuni dei suoi prodotti, per esempio <strong>Nexus One</strong> e <strong>Desire</strong>, saranno arricchiti nei prossimi mesi di un <strong>nuovo display</strong> denominato <strong>Super LCD (SLCD)</strong>.</p>
<p>Per <strong>Peter Chou</strong>, CEO di <a href="http://www.htc.com/it/">HTC Corporation</a></p>
<blockquote><p><em>HTC sta riscontrando un’alta richiesta  di telefoni, specialmente tra  quelli dotati di schermo da 3.7 pollici.   Il nuovo display SLCD ci  permette di incrementare rapidamente la nostra  capacità produttiva e  far fronte così all’aumento della domanda .</em><em> Lo schermo  SLCD offre ai nostri  clienti un’esperienza visiva  paragonabile a quella degli attuali display  HTC da 3.7 pollici garantendo inoltre alcuni benefit aggiuntivi, tra i  quali le prestazioni  della batteria</em>.</p></blockquote>
<p>Il SLCD &#8211; ritrovato della <strong>Sony</strong> &#8211; rappresenta attualmente <strong>lo stato più avanzato della tecnologia LCD</strong>, e si differenzia dai suoi predecessori per la <strong>potenza</strong>, la <strong>nitidezza</strong>, il<strong> bilanciamento dell&#8217;immagine</strong> e un più ampio <strong>angolo di visualizzazione</strong>, che rende complessivamente più realistica l&#8217;esperienza di visione. Il video che segue evidenzia, ad esempio, le differenze tra questo protocollo e il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Super_AMOLED">Super AMOLED</a> montato dalla <strong>Samsung</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="385" height="242" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gY6qpnoziZM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="385" height="242" src="http://www.youtube.com/v/gY6qpnoziZM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Per ora <strong>nessuna conferma ufficiale</strong> sulla notizia da parte del produttore con sede a Taiwan, ma nei prossimi giorni ne sapremo senz&#8217;altro di più.</p>
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		<title>ICT verde: nuove soluzioni per l&#8217;innovazione</title>
		<link>http://www.soft-strategy.com/2010/07/20/ict-verde-nuove-soluzioni-per-linnovazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 15:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo bernabei</dc:creator>
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L&#8217;attenzione verso le green economy sta producendo interessanti riflessioni e progetti intorno al tema della produttività &#8220;pulita&#8221;, sia dal punto di vista enterprise che istituzionale.
Negli ultimi mesi, ad esempio, il Working Party on the Information Economy (organo OCSE) ha cominciato ad analizzare il ruolo dell&#8217;ICT nella produzione di servizi sostenibili, evidenziando interessanti e positivi risultati.
Anzitutto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.soft-strategy.com/wp-content/uploads/2010/07/ICT_verde.jpg"><img class="size-medium wp-image-362  aligncenter" title="ICT_verde" src="http://www.soft-strategy.com/wp-content/uploads/2010/07/ICT_verde-300x211.jpg" alt="ICT verde" width="300" height="211" /></a></p>
<p>L&#8217;attenzione verso le <strong>green economy</strong> sta producendo interessanti riflessioni e progetti intorno al tema della produttività &#8220;pulita&#8221;, sia dal punto di vista enterprise che istituzionale.</p>
<h2>Negli ultimi mesi, ad esempio, il <em>Working Party on the Information Economy</em> (organo OCSE) ha cominciato ad analizzare il ruolo dell&#8217;ICT nella produzione di servizi sostenibili, evidenziando interessanti e positivi risultati.</h2>
<p>Anzitutto, il settore dell&#8217;Information and Communication Technology genera in sé il <strong>2% sul totale delle emissioni</strong>, con evidenti <strong>potenzialità di riduzione</strong> che, grazie all&#8217;utilizzo di strategie adeguate, potrebbero riguardare anche il restante 98% dei fattori inquinanti, prodotti negli altri comparti economici.</p>
<p>Inoltre, esiste uno studio sul ciclo economico post-crisi che mette chiaramente in luce la possibilità di generare nuovi posti di lavoro connessi a tale meccanismo di razionalizzazione, con l&#8217;opportunità di <strong>creare molte risorse occupazionali</strong> con competenze e compiti innovativi.</p>
<p>In altri termini, il fenomeno della crescita verde, oltre a essere potenzialmente in grado di massimizzare l&#8217;utilizzo di fonti pulite potrebbe dar vita alla conversione dei vecchi segmenti industriali, ma anche creare operativamente un <strong>nuovo modello di business</strong>.</p>
<h3>In generale, strategie di governance dei processi più intelligenti possono contribuire in maniera decisiva a creare forme d&#8217;innovazione ecosostenibili, migliorando il workflow dei gruppi e l&#8217;efficienza energetica delle strutture produttive. Il modello del cosiddetto &#8220;ICT verde&#8221; va in questa direzione.</h3>
<p><a href="http://www.key4biz.it/News/2010/07/19/Policy/ocse_green_ict_smart_grid_consumi_enegretici_green_growth_strategy.html">Per approfondire</a></p>
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		<title>L&#8217;esplosione del Gioco online: numeri, polemiche e opportunità di business</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 14:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo bernabei</dc:creator>
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3,8 miliardi di euro di raccolta solo nell&#8217;anno 2009, di cui 600 milioni  generati da utenti italiani; 2,8 milioni di account movimentati almeno una volta nei 12 mesi; 150 operatori di settore (due terzi dei quali di piccole dimensioni), con i primi dieci che raccolgono circa il 70% delle risorse.
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			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.soft-strategy.com/wp-content/uploads/2010/07/pokeronlineok.jpg"></a></h3>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-349" title="gioco online" src="http://www.soft-strategy.com/wp-content/uploads/2010/07/pokeronlineok-300x216.jpg" alt="gioco online" width="300" height="216" /></p>
<h3>3,8 miliardi di euro di raccolta solo nell&#8217;anno 2009, di cui 600 milioni  generati da utenti italiani; 2,8 milioni di account movimentati almeno una volta nei 12 mesi; 150 operatori di settore (due terzi dei quali di piccole dimensioni), con i primi dieci che raccolgono circa il 70% delle risorse.</h3>
<p>Sono solo alcune delle cifre della <strong>prima ricerca condotta dall&#8217;<a href="http://www.osservatori.net/gioco_online">Osservatorio Gioco Online</a></strong> (Politecnico di Milano, Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato &#8211; <a href="http://www.aams.gov.it/">AAMS</a> e <a href="http://www.sogei.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1">Sogei</a>), concepita al fine di indagare uno dei più grandi business legati al settore dell&#8217;intrattenimento, cioè il <strong>gaming in remoto</strong>, per cui spendiamo le stesse cifre che destiniamo al cinema, il doppio rispetto al teatro, e ben il triplo rispetto al calcio.</p>
<p>Si tratta di un segmento che presenta <strong>tassi di crescita sorprendenti,</strong> e comunque superiori a quelli mai avuti da qualsiasi mercato avviato attraverso le tecnologie digitali, compresi l&#8217;<strong>e-commerce</strong>, la <strong>pubblicità su internet</strong>, i <strong>media contents</strong> per  digital tv e cellulari. Ulteriori incrementi d&#8217;us0 (e di fatturato per i player), tra l&#8217;altro, sono previsti e potranno concretizzarsi nel momento in cui gli smartphone saranno idonei a <strong>processare in modo ancora più veloce i software di gioco</strong>.</p>
<p>Strategicamente gli operatori del settore possono essere suddivisi in cinque principali famiglie: 1) gli <strong>operatori nazionali multicanale</strong>, che sono 10, concentrano il 36% della raccolta e offrono anche servizi erogati nella rete di vendita fisica;  2) gli <strong>operatori locali multicanale</strong> &#8211; provenienti spesso dal settore microgame &#8211; che generano il 21% della raccolta e promuovono l&#8217;online tramite la rete vendita fisica; 3) gli <strong>operatori nazionali <em>pure player</em></strong><em>,</em> entrati attivamente nel settore del gaming solo da quando si è sviluppato l&#8217;online; 4) gli <strong>operatori internazionali <em>pure player</em>,</strong> che basano il loro fatturato in modo diffuso su questo core (i gestori del poker online, per intenderci); 5) gli <strong>operatori internazionali multicanale</strong>, inizialmente focalizzati sul gioco basato su rete fisica, che hanno successivamente investito nel web.</p>
<h3>Un settore, insomma, che se da un lato è al centro delle polemiche per la sua presunta tendenza a cannibalizzare senza scrupoli i piccoli risparmiatori, dall&#8217;altro sembra rappresentare un&#8217;opportunità di business reale, anche per molte aziende il cui  core non è rappresentato dal gaming stesso.</h3>
<p>Tutti, produttori di <strong>innovazione tecnologica</strong>, esperti di <strong>process engineering</strong>, fornitori di <strong>servizi IT</strong>, addetti all&#8217;<strong>information security</strong>, <strong>software houses</strong> e <strong>produttori di devices</strong>, sembrano allertati, interessati come sono a prevedere, ed eventualmente a cavalcare, gli sviluppi di un fenomeno ormai di massa.</p>
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		<title>Tutti i lati della consulenza</title>
		<link>http://www.soft-strategy.com/2010/07/06/tutti-i-lati-della-consulenza/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 09:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo bernabei</dc:creator>
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Elogiato o vituperato, &#8220;inquadrato&#8221; o indipendente, interno o esterno&#8230;. Il ruolo del consulente è spesso difficile da incasellare all&#8217;interno di schemi costituiti. Quasi sempre, poi, la sua figura si associa al concetto di cambiamento, e in molti casi  precorre e prepara grandi mutamenti nelle singole organizzazioni, se non in interi comparti produttivi.
Poco tempo fa su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.soft-strategy.com/wp-content/uploads/2010/07/funzioni.consulenza.jpg"></a></h3>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-332    aligncenter" title="funzioni_della_consulenza" src="http://www.soft-strategy.com/wp-content/uploads/2010/07/funzioni.consulenza.jpg" alt="funzioni_della_consulenza" width="320" height="320" /></p>
<h3>Elogiato o vituperato, &#8220;inquadrato&#8221; o indipendente, interno o esterno&#8230;.<strong> Il ruolo del consulente</strong> è spesso difficile da incasellare all&#8217;interno di schemi costituiti. Quasi sempre, poi, la sua figura si associa al concetto di <strong>cambiamento</strong>, e in molti casi  <strong>precorre e prepara grandi mutamenti</strong> nelle singole organizzazioni, se non in interi comparti produttivi.</h3>
<p>Poco tempo fa su <em>Marketing Personale</em> è apparsa un&#8217;interessante <a href="http://marketingpersonale.blogspot.com/2010/06/8-funzioni-per-il-consulente-in-una.html">riflessione sul tema</a>, accompagnata da una classificazione ragionata dei vari ruoli che un consulente può assumere. Lo schema si basa su due variabili: &#8220;il grado di<strong> autonomia</strong> o di <strong>dipendenza</strong> nelle svolgimento dei propri compiti e la <strong>funzione progettuale</strong> o più meramente <strong>esecutiva</strong> nell’ambito del proprio incarico&#8221;.</p>
<p>Secondo tale ragionamento risulterebbero 8 caratteri tipici della consulenza, connessi a <strong>8 diverse figure</strong>: l’<strong>Apripista</strong>, cioè colui che detiene &#8220;piena delega e sostegno dall&#8217;azienda&#8221; per indicare nuove rotte e progettare in autonomia; il <strong>Facilitatore</strong>, a cui viene richiesto di aiutare l&#8217;azienda-cliente lungo la strada del cambiamento e dell&#8217;adeguamento a nuovi scenari; il <strong>Termine di Paragone</strong>, che funge da benchmark, da indicatore di qualità rispetto al percorso intrapreso; la <strong>Voce del Padrone</strong>, che si rende portavoce delle istanze della proprietà o dei vertici aziendali al fine di promuovere e accompagnare il piano; il <strong>Parafulmine</strong>, cioè colui che media tra le istanze di diverse aree aziendali o di diversi manager; il <strong>Corpo estraneo</strong>, vale a dire il consulente imposto dalla proprietà o dai vertici aziendali e purtroppo inviso al personale il più delle volte; il <strong>Vaso di Coccio</strong>, colui che viene chiamato senza troppa convinzione a sostituire un manager, e senza che gli siano conferiti riconoscimenti o ruoli ben definiti; e infine il <strong>Capro espiatorio</strong>: la figura paradossale di chi viene coinvolto in un processo di razionalizzazione affinché si prenda la responsabilità delle scelte più impopolari.</p>
<p>Lo spunto è senz&#8217;altro interessante, e immaginiamo riguardi da vicino molti dei lettori di questo spazio&#8230; <img src='http://www.soft-strategy.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://issuu.com/brandcaremagazine/docs/brandcaremagazine01/70">Per approfondire</a><a href="http://issuu.com/brandcaremagazine/docs/brandcaremagazine01/70">: Brand Care magazine 001</a></p>
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		<title>Rendere un sito mobile-friendly con Onbile</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 04:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo bernabei</dc:creator>
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La massima secondo cui i blog sono fatti per essere scritti, più che per essere letti (a sottilinearne l&#8217;impressionante impennata), pare continui a conservare una certa verosimiglianza.
Da anni, ormai, è possibile aprire in pochi passaggi un blog (o un sito, anche se sempre di più la differenza, soprattutto tecnica, tra le due tipologie tende ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.soft-strategy.com/wp-content/uploads/2010/06/onbile.jpg"></a></h2>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-326  aligncenter" title="onbile" src="http://www.soft-strategy.com/wp-content/uploads/2010/06/onbile.jpg" alt="onbile" width="300" height="120" /></p>
<h2>La massima secondo cui i blog sono fatti per essere scritti, più che per essere letti (a sottilinearne l&#8217;impressionante impennata), pare continui a conservare una certa verosimiglianza.</h2>
<p>Da anni, ormai, è possibile <strong>aprire in pochi passaggi un blog</strong> (o un sito, anche se sempre di più la differenza, soprattutto tecnica, tra le due tipologie tende ad annullarsi) e iniziare a postare i propri contenuti o quelli della propria organizzazione.</p>
<p>Nella prima epoca del web i siti rappresentavano una sorta di <em>status symbol</em>, ed erano indice, se non di capacità di investimento, di un bagaglio tecnico avanzato, tanto che la loro pubblicazione aveva  quasi sempre una motivazione commerciale (i cosiddetti siti-vetrina). Successivamente, con l&#8217;entrata in scena dei blog, <strong>il codice degli internauti ha iniziato sempre di più ad avere un taglio conversazionale</strong>, che progressivamente ha riguardato anche il settore enterprise (corporate blog). A quel punto la strada era definitivamente spalancata anche ai social network e alle piattaforme cross-mediali.</p>
<p>Da qualche giorno ciò che sta attirando l&#8217;attenzione degli esperti ICT è una piattaforma concepita per <strong>creare in pochi, facili step uno spazio web per l&#8217;universo mobile</strong>. Si chiama <a href="http://www.onbile.com/manager/?lang=it"><strong>Onbile</strong></a>, e richiede una registrazione con nome utente, password e account mail; dopodiché permette di selezionare un template (in parte personalizzabile), di nominare il sito, di popolarlo con dei contenuti HTML e di fornire al servizio un url per l&#8217;RSS Feed, al fine eventualmente di rimpallare le news direttamente dal nostro spazio web, ottimizzandole per i devices portatili.  Ultimata la configurazione, sarà sufficiente immettere l&#8217;indirizzo del nostro dominio e Onbile ci invierà la stringa di codice da &#8220;impiantare&#8221; nella nostra pagina originale.</p>
<p><strong>Onbile è compatibile con iPhone, Blackberry, Windows Mobile, Android, Wordpress, Joomla e tanto altro</strong>. Forse è il caso di provarlo&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=12076061&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=12076061&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/12076061">Mobile Templates</a> from <a href="http://vimeo.com/user3910626">Mobile Templates</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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