Gestire le risorse comunicative di un’azienda, piccola o grande che sia, è un compito che le innovazioni tecnologiche stanno rendendo sempre più “semplice”, da un lato, e “complesso”, dall’altro. In generale si tratta di connettere in modo funzionale l’uso delle tecnologie stesse e il know-how (ma anche l’intuito) di figure qualificate e abituate a gestire i meccanismi della comunicazione.

L’estrema differenziazione e moltiplicazione dei media digitali continua a richiedere una sempre maggiore definizione dei target da colpire. Al linguaggio generalista di tipo one-to-many, quello che ancora ha la meglio in alcuni settori del BtoC (un esempio classico è quello del flyeraggio) si stanno sempre di più sostituendo dinamiche di narrowcasting (one-to-few), soprattutto nell’ambito enterprise, in cui naturalmente si tende a trasformare il rapporto in one-to-one in fase di venditarelease del prodotto/servizio e fidelizzazione.

E’ chiaro che per un’azienda la scelta della strategia giusta è direttamente legata al tipo di prodotto offerto (l’apparentemente banale passaparola, per esempio, svolge tuttora un ruolo fondamentale non solo per le PMI, ma anche per i grandi player), ma il direct marketing continua ad avanzare nella gerarchia delle preferenze tanto degli imprenditori-mittenti quanto degli imprenditori (o dei consumer)-destinatari.

All’interno del direct marketing, inoltre, anche se il mezzo più utilizzato resta la mail massiva, costituita da un database più o meno ampio di indirizzi targetizzati, i motori di ricerca e, soprattutto, i social network stanno consolidando la loro posizione di dispositivi affidabili in grado di generare buoni ritorni sull’investimento.

La migliore soluzione, come spesso accade, sembra dunque quella di porre in atto una strategia integrata basata su un approccio variabile, a seconda delle esigenze. In fase di proposta o di lancio di un prodotto, per esempio, è opportuno far leva su un messaggio “avvolgente” composto da mail di massa, pubblicazioni su spazi web e annunci a pagamento (sul modello Google Adwords), mentre i passaggi successivi, dal contatto diretto al customer care, è bene concentrare le energie su un flusso informazionale più mirato.

Naturalmente la pianificazione rimane il fattore essenziale, e quello che conta, sia in fase di definizione del workflow che di budgeting, è considerare le iniziative di visibilità alla stregua di tutte le altre operazioni di natura gestionale, mettendo in atto una vera e propria governance dei processi di comunicazione.

Fonte immagine: Gravity summit su Slideshare