soft strategy hp flexible display

Qualche giorno fa Phil McKinney, responsabile dello sviluppo tecnologico per il colosso HP, ha avuto modo di presentare nell’ambito di una kermesse un prototipo di display… arrotolabile.

L’idea di investire risorse su un monitor completamente privo di rigidità è senz’altro seducente, anche se non nuovissima, tanto che la stessa HP, insieme a un team di ricercatori dell’Arizona State University, qualche tempo fa aveva annunciato la nascita della tecnologia SAIL, basata sull’utilizzo di materiale plastico lavorato al fine di ottenere una sottile pellicola di transistor.

Prima di immaginare presentazioni futuristiche di dati e grafici ai propri clienti, magari tirando fuori dalla tasca una sorta di foglio di giornale “animato”, è bene sottolineare che la vera innovazione apportata dal prototipo HP è per ora relativa soltanto ai ridotti ingombri e ai limitati consumi energetici. Questa tecnologia permette infatti di concentrare i consumi ai momenti in cui l’informazione mostrata a schermo viene “refreshata”, promettendo inoltre di alleggerire sensibilmente i devices portatili a cui verrebbe connessa.

Infine, con un occhio alla green economy, la casa produttrice dichiara che per costruire il Flexible Display sarebbe necessario solo il 10% dei materiali impiegati per produrre gli LCD a cui siamo attualmente abituati. Un’austerità doppiamente conveniente, dato che l’invenzione, se ingegnerizzata definitivamente, entro un triennio potrebbe muovere un giro d’affari pari a quasi 3 miliardi di dollari.

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